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Ritiratosi dall'attività nel 2000 per l'ennesimo gravissimo infortunio, Jury Chechi ritorna in pedana per conquistare alle Olimpiadi di Atene 2004 una medaglia di Bronzo che vale un tesoro.

La Gazzetta dello Sport - 23 agosto 2004

"Non cercate di fare confronti, è inutile. Non esistono paragoni con la leggenda di quest' uomo, sottile nel fisico e trasparente nell' anima. Jury Chechi è unico. Non ci sono precedenti nella storia che abbiano la stessa grande dignità, il medesimo incredibile e straordinario valore della sua impresa: una medaglia di bronzo, conquistata sette anni dopo essersi ritirato dall' attività e due infortuni gravissimi, l' ultimo dei quali, 4 anni fa, gli impedì di tornare già a Sydney. Il modo più bello per celebrare il ruolo di icona azzurra, ancora più che portabandiera, in questa Olimpiade. La corona d' ulivo che tiene sulla testa è il più bel riconoscimento che lo sport, e non solo la sua ginnastica, potesse dargli. Otto anni fa, ad Atlanta, vinse l' oro agli anelli nell' Olimpiade della rivincita, dopo la rottura del tendine d' achille destro alla vigilia dei Giochi di Barcellona ' 92. Ieri, nella calda serata di Atene, il rosso di Prato, che l' 11 ottobre compirà 35 anni, è salito di nuovo su un gradino del podio.

Ha sconfitto il tempo, fermandolo. Ha dominato i dubbi di chi pensava che non fosse più all' altezza dei grandi specialisti. Ha chiuso la bocca di chi lo ha offeso, definendolo una vecchia gloria con un figlio a carico, il dolce Dimitri. Ha dimostrato che con la professionalità, la disciplina, la serietà, e solo con quelli, si può vincere qualsiasi sfida. La sua medaglia vale quanto un oro"

Carlo Annese

Credits: rioda84
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Atene 2004: il ritorno del Signore degli Anelli, Jury Chechi

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Con quattro anni di ritardo, dopo aver perso l'appuntamento di Barcellona per infortunio, Jury Chechi conquista la medaglia d'Oro agli Anelli alle Olimpiadi del Centenario.

Repubblica - 30 luglio 1996


"Spero che possiedate un videoregistratore e che abbiate registrato i 56 secondi dell' esercizio agli anelli che ha dato a Jury Aleksej Dimitri Chechi, rosso di Prato, e all' Italia, la medaglia d' oro più classica e più rara per noi, quella di una specialità nobile come la ginnastica. Prendete il telecomando e pigiate sui bottoncini della "slow motion", del fotogramma per fotogramma, e osservate tremore per tremore che cos' è lo sforzo di un campione olimpico. Guardatelo mentre sistema con rabbia, con odio, le mani e i polsi negli anelli per trovare la posizione giusta, in una nuvola di carbonato di magnesio, la polvere che usano i ginnasti. Poi seguite la lenta impennata verso la prima verticale, nella fatica di essere perfetti, le gambe ritte e perfettamente equidistanti dai due canapi che reggono gli anelli, mentre giù in fondo la faccia di Jury diventa una maschera rossa, rossi i capelli, rosse le guance, rossi anche gli occhi per il sangue che defluisce e che gli pulsa in testa.

Nella prima verticale le gambe sembrano tremare un poco, i piedi giunti in alto paiono pencolare un filino verso il canapo di destra, quanto basta a separare un oro da un quinto posto, in una disciplina di torturatori e di suppliziati come la ginnastica. Ecco, adesso cede, adesso molla. E' finito il sogno per il rosso di Prato, per questo giovane di 27 anni che i giornali assetati di frasi fatte hanno già ribattezzato il ' signore degli anelli' , che persino la televisione americana, indifferente ormai a qualunque atleta che non sia di apparente sesso femminile e nata nei 50 Stati Uniti, ha ammirato con qualche stupore. Nessun ' italian boy' può reggere a questi sforzi, alla disciplina infernale di un ginnasta, alla sofferenza di perdere un' Olimpiade (Barcellona) per un tallone d' Achille saltato per tornare al fronte 4 anni dopo".

Vittorio Zucconi

Credits: Frankman82
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Atlanta 1996: Jury Chechi è il Signore degli Anelli