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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2011/01/graziano-mancinelli-oro-nel-salto-ad.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=FVPJe6if5X8endofvid[starttext]Dopo il primo barrage di spareggio, Graziano Mancinelli, in sella ad Ambassador, conquista la medaglia d'Oro nel Concorso di Salto ad Ostacoli alle Olimpiadi di Monaco 1972

La Stampa - 4 settembre 1972

"Via. Cavallo e cavaliere sono in stato di grazia: quasi senza peso, sorvolano le tremende gabbie, emergono al di là del cancello, piombano oltre riviera (basterebbe sollevare uno spruzzo, e sarebbero quattro punti di penalizzazione!), affrontano la dirittura d'arrivo, anche l'ultimo ostacolo è alle spalle. Formidabile: percorso pulito, senza un'esitazione, senza un indugio.
Gli applausi salgono al cielo, ma fra Mancinelli e la medaglia d'oro c'è ancora la piccola Moore. Se compisse un percorso netto, i due dovrebbero affrontare un secondo spareggio. Ed invece no: già al secondo ostacolo, il piccolo Psalm si impunta, rifiuta il salto: sono tre penalizzazioni. Non importa che tutto il resto sia perfetto, Mancinelli ha vinto".

Carlo Moriondo


Credits Video: archeosport[endtext]

Graziano Mancinelli, Oro nel Salto ad Ostacoli alle Olimpiadi del 1972

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2011/01/gustavo-thoeni-vince-la-quarta-coppa.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=Ycy4gwAhPigendofvid[starttext]La Coppa del Mondo di Sci Alpino del 1975 si conclude con uno Slalom parallelo che vede tre atleti a pari punti al via: Franz Klammer, Ingemar Stenmark e Gustavo Thoeni. L'azzurro già vincitore di tre sfere di cristallo e l'astro nascente svedese si trovano di fronte nell'atto finale.

La Stampa - 24 marzo 1975

"Se qualcuno aveva ancora dubbi, dopo quest'oggi li scordi: Gustavo Thoeni è il più grande campione mai esistito nello sci. Altri potranno superarlo in futuro, si chiamino Gros o Stenmark, ma Gustavo In questo momento fa Impallidire i! ricordo lontano di Sailer e quello vicino di Killy. Oggi è sua per la quarta volta la CoppB del Mondo e l'ha vinta vincendo l'ultima corsa, all'ultimo turno contro l'avversario diretto, superando la tensione micidiale di cinque ore di gara; lo stress di tante polemiche, la responsabilità del successo".

Giorgio Viglino


Credits Video: simolimo1
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Gustavo Thoeni vince la quarta Coppa del Mondo battendo Ingemar Stenmark nel Parallelo di Val Gardena

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2010/03/scherma-olimpiadi-2008-finale-fioretto_16.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=Got1gdN2q9gendofvid
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Valentina Vezzali conquista, alle Olimpiadi di Pechino, la sua terza medaglia d'Oro olimpica consecutiva nella prova individuale di Fioretto Femminile.


Pos Atleta
Med 1.png Valentina Vezzali (ITA)
Med 2.png Nam Hyeon Hui (KOR)
Med 2.png Margherita Granbassi (ITA)


La Stampa - 12 agosto 2008

"Un allenatore americano diceva che non c'e' cosa della vita che non capiti negli ultimi due minuti di una partita di basket. Nel finale dell'assalto con cui Valentina VEZZALI ha vinto la sua terza medaglia d'oro individuale in tre Olimpiadi, tutto quanto si puo' vivere e' successo invece in appena 41 secondi, il tempo passato dalla stoccata della possibile sconfitta contro la coreana Nan al trionfo con cui la marchigiana entra nella leggenda. La sua e' infatti un'impresa che nessuno aveva mai realizzato nella scherma e che ha un solo precedente italiano nei Giochi estivi: Klaus Dibiasi, che vinse nei tuffi dalla piattaforma a Citta' del Messico, Monaco e Montreal. Percio' se Valentina era gia' la schermitrice piu' forte di sempre adesso lo e' di piu', «talmente forte che quando smettera' non ce ne sara' un'altra come lei», sostiene Andrea Magro, il ct che la fece esordire in Nazionale quando aveva 20 anni e ne ha accompagnato il cammino: ieri e' stato simbolicamente lui a portarla in spalle per il palazzetto e festeggiare la vittoria del record, scacciata la paura che l'asiatica, unica intrusa fra le 3 azzurre a caccia dell'oro, potesse esibirsi nella versione esotica degli Orazi e dei Curiazi.

Valentina partiva bene, sul 3-0, ma subiva la rimonta nella seconda frazione finche' a 41 secondi dalla fine un attacco discusso concretizzava il vantaggio per la coreana, che saltellava e tendeva il braccio armato come fosse il pungiglione dell'ape: cosi' minuscola la Nam offriva pochissimo bersaglio alla reazione dell'azzurra, poiche' nel fioretto contano soltanto i colpi al busto e il suo ha l'ampiezza di un tovagliolo aperto. Agile e svelta, la Nam difendeva la stoccata, e sembrava farcela, finche' Valentina e' saltata fuori dalla scatola come un babau con la molla: l'ha attaccata e colpita per il 5 pari, pressandola verso il fondo della pedana quando mancavano 29 secondi, e l'ha spazzata via a 4 secondi dal termine".

Marco Ansaldo

Credits Video: sirgrisu88
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Pechino 2008: terzo Oro individuale per Valentina Vezzali

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2010/03/pallanuoto-olimpiadi-1992-finale-m.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=i4hjLiqn7J4endofvid
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Italia vs. Spagna 9 a 8, drammatica finale del torneo di Pallanuoto delle Olimpiadi di Barcellona, vinta dagli azzurri dopo 2 ore di gioco e 6 tempi supplementari, con un arbitraggio contrario, e il grande carisma dell' allenatore Ratko Rudic

Leggi su Corriere della Sera
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Pallanuoto - Olimpiadi 1992 - Finale M - Barcellona

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2010/03/basket-campionati-europei-1999-finale.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=7L6M1suZMeIendofvid
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L'Italia allenata da Boscia Tanjevic batte la Spagna e sale sul trono europeo dopo aver superato campioni e vice-campioni del Mondo in carica, giocando una pallacanestro per lunghi momenti fantastica, con una difesa eccezionale e giocate spettacolari in contropiede.
3 luglio 1999

Il Tabellino
ITALIA - SPAGNA 64 - 56

ITALIA: Bonora; Basile 2 (1 / 4, 0 / 1); Galanda 4 (1 / 1, 0 / 1); Fucka 10 (3 / 6, 1 / 1); Marconato 2 (1 / 1); De Pol 7 (1 / 1, 1 / 3); Myers 18 (3 / 6, 0 / 2); Meneghin 2 (1 / 3, 0 / 4); Abbio 10 (1 / 3, 0 / 3); Mian; Chiacig 9 (3 / 5); Damiao. All: Tanjevic

SPAGNA: Angulo (0 / 2); Corrales 15 (3 / 6, 1 / 4); Romero 4 (1 / 1); Rodriguez (0 / 3, 0 / 1); Jimenez 3 (1 / 1 da tre); De La Fuente 4 (1 / 1); Herreros 10 (1 / 4, 1 / 5); Esteller 5 (1 / 2, 1 / 3); De Miguel 1 (0 / 1); Reyes 7 (2 / 2); Duenas 7 (2 / 6). All: Sainz.

NOTE: Tiri liberi: Italia 26 / 33, Spagna 22 / 36. Tiri da tre: Italia 2 / 15, Spagna 4 / 14

Leggi su La Gazzetta dello Sport
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Basket - Campionati Europei 1999 - Finale ITA-SPA - Parigi

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2010/03/atletica-leggera-olimpiadi-1960-finale.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=qKYrtzU380cendofvid
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3 settembre 1960

Il ventunenne piemontese Livio Berruti entra nella storia come il primo atleta non nord americano a conquistare il titolo olimpico nei 200 metri piani eguagliando sia in semifinale sia in finale il record del mondo.


Pos Atleta Tempo
Med 1.png Livio Berruti (ITA) 20.5 WR
Med 2.png Les Carney (USA) 20.6
Med 2.png Abdoluaye Seye (FRA)
20.7


Leggi su Storie Azzurre

Credits: lellosor
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Roma 1960: Livio Berruti vince i 200 metri ed eguaglia il record del mondo

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2010/03/pugilato-campionati-mondiali-2009.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=vxmEI9vuUkgendofvid
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Roberto Cammarelle chiude una magica tripletta: dopo i Campionati Mondiali di Chicago del 2007 e le Olimpiadi di Pechino del 2008, il gigante di Cinisello Balsamo si conferma sul tetto del mondo ai Campionati Mondiali di Milano


Pos Atleta
Med 1.png Roberto Cammarelle (ITA)
Med 2.png Roman Kapitanenko (UKR)
Med 2.png Viktar Zuyeu (BLR)
Med 2.png Zhang Zhilei (CHN)


La Gazzetta dello Sport - 13 settembre 2009

"Le mani sulla città. Mani forti, rapide, pesanti. Roberto Cammarelle lo voleva, l' aveva promesso: il trionfo davanti alla sua gente, l' apoteosi respirando gli umori di casa. Arrivano in 8.000, lui non li delude, sornione come il gatto con il topo. L' ucraino Kapitonenko, che nelle sue tante vite agonistiche è stato addirittura professionista per un giorno (nel 2000), si chiude e poi manda in aria sventoloni larghi, vive per un attimo il sogno di una clamorosa eversione (sul 4-3 all' inizio del secondo round) e poi assaggia il menu dell' olimpionico e iridato, che recupera fino al 6-4 e poi infila un gancio destro d' incontro e un diretto sinistro fulminante che chiamano il doppio conteggio e ammansiscono il rivale.

Nel terzo round è solo accademia, prima dell' urlo liberatorio di un Forum ribollente: «Questo pubblico lo meritava - dirà Cammarelle - e io pensavo a quest' oro da Pechino: forse non sono stato forte come all' Olimpiade, ma ero preparato bene ed mi sono affidato un po' di più all' esperienza». Nei supermassimi, Roberto è il signore del ring, come da striscione esposto dai supporter".

Riccardo Crivelli

Credits Video: youzii
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Roberto Cammarelle è Campione del Mondo 2009 dei Supermassimi

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2010/03/nuoto-campionati-mondiali-2009-400-sl-f.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=riGhbQctSdMendofvid
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Nuoto - Campionati Mondiali 2009 - 400 sl F - Roma

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2010/03/atletica-olimpiadi-1988-maratona-m-seul.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=xZaR5-UdJtAendofvid
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Una delle pagine più belle ed importanti della storia della maratona azzurra: Gelindo Bordin conquista l'Oro di Olimpia a Seul 1988: ottanta anni dopo la mancata impresa di Dorando Pietri a Londra, un italiano è finalmente campione olimpico nella Maratona. L'ingresso allo stadio di Seul è un tripudio di colori ed emozioni: Gelindo percorre gli ultimi metri quasi in apnea e, una volta superata la linea d'arrivo (fissando i cronometri sul tempo di 2h10'32"), si china e bacia la pista che gli ha regalato quanto di più grande un atleta possa sognare.


Pos Atleta Tempo
Med 1.png Gelindo Bordin (ITA) 2h10'32
Med 2.png Douglas Wakiihuri (KEN) 2h10'47
Med 2.png Hussein Ahmed Salah (DJI)
2h10'59


Repubblica - 4 ottobre 1988

"Gelindo Bordin ha vinto a Seul la maratona della XXIV Olimpiade. Ha così coronato un decennio di sostanziale e civile bontà della scuola italiana, già segnalatasi per mezzo suo, di Pizzolato e di Poli nelle grandi maratone d' America. Con questa memorabile prestazione, il veneto Bordin si pone quale atleta eponimo dell' intero olimpismo italiano. La maratona è infatti simbolo di corsa eroica fino al possibile sacrificio della vita, di stoica resistenza, di coraggio, cioè di forza ideale superiore alla stessa energia fisica. Così andando le cose, al limite delle possibilità umane, lo jato fra eccellenza sportiva e smodatezza retorica diventa minimo, perché risulta assai spesso facile superarlo, e quindi cadere in esagerazioni di dubbio gusto e scoperta falsità.

Gelindo Bordin è nel pieno della sua maturità atletica, non avendo ancora compiuto i trent' anni. E' stato espresso da uno dei gruppi più sani e giovani del composito e travagliato etnos italiano. I suoi vicini parenti sono i Cimbri e i Teutoni rimandati dai romani all' altopiano dal quale erano partiti poco prima del 100 avanti Cristo. Sua gente di base sono i veneti, di nobile schiatta indo-europea. Inoltre, la sua cultura cristiana lo segnala come un uomo buono e generoso. Appena riportata la folgorante vittoria, egli ha avvertito in se stesso l' impellente necessità di dedicarla a tutti coloro che avrebbero potuto trarne onesto vantaggio morale! Nel pronunciare queste parole, in verità fin troppo grosse, la sua voce aveva assunto i toni un po' sognanti ed ambigui, non falsi!, dell' apostolo. E in certo modo è stato un apostolo Gelindo Bordin, degno in tutto del nome che si ritrova, incolpevole, fin dal giorno in cui è stato portato alla fonte battesimale. Nel sognante presepe della mia infanzia, Gelindo era il pastore che con un agnello in spalla stava più vicino di tutti alla santa capanna di Betlemme. Nella meno sognante realtà della mia vecchiezza, Gelindo Bordin ha il grande merito di toglier fuori i creduli italiani dal mito di Dorando Pietri, eroe e martire".

Gianni Brera

Credits Video: straitaliano1
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Seoul 1988: l'Oro di Maratona è di Gelindo Bordin