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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2011/01/gustavo-thoeni-vince-la-quarta-coppa.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=Ycy4gwAhPigendofvid[starttext]La Coppa del Mondo di Sci Alpino del 1975 si conclude con uno Slalom parallelo che vede tre atleti a pari punti al via: Franz Klammer, Ingemar Stenmark e Gustavo Thoeni. L'azzurro già vincitore di tre sfere di cristallo e l'astro nascente svedese si trovano di fronte nell'atto finale.

La Stampa - 24 marzo 1975

"Se qualcuno aveva ancora dubbi, dopo quest'oggi li scordi: Gustavo Thoeni è il più grande campione mai esistito nello sci. Altri potranno superarlo in futuro, si chiamino Gros o Stenmark, ma Gustavo In questo momento fa Impallidire i! ricordo lontano di Sailer e quello vicino di Killy. Oggi è sua per la quarta volta la CoppB del Mondo e l'ha vinta vincendo l'ultima corsa, all'ultimo turno contro l'avversario diretto, superando la tensione micidiale di cinque ore di gara; lo stress di tante polemiche, la responsabilità del successo".

Giorgio Viglino


Credits Video: simolimo1
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Gustavo Thoeni vince la quarta Coppa del Mondo battendo Ingemar Stenmark nel Parallelo di Val Gardena

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2011/01/giuliano-razzoli-vince-la-medaglia-doro.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=WYeRBIz24XEendofvid[starttext]Giuliano Razzoli conquista la medaglia d'Oro nello Slalom alle Olimpiadi di Vancouver

Gazzetta dello Sport - 28 febbraio 2010

"Giuliano Razzoli è d’oro. Due manche da applausi su una pista via via sempre più rovinata e lo sci azzurro festeggia finalmente con lo slalom, all’ultimo tentativo. Partito con il miglior tempo dopo la prima manche, ha chiuso di 16/100 davanti a Ivica Kostelic e di 44 allo svedese Andre Myhrer. Settimo l'altro azzurro Manfred Moelgg: "Sono contento per Giuliano, è stato veloce tutto l'anno, è un titolo olimpico guadagnato e ha fatto una grande gara".

"Mi sono divertito, non ho fatto fatica, ho sciato tranquillo" esulta il 25enne di Razzolo, frazione di Villa Minozzo. Applaudito da Giorgio Rocca: "Che andare, che bello". Capace di commuovere Alberto Tomba, che nasconde le lacrime dietro agli occhiali neri. "Non ho parole, non so come ho fatto, l’ho fatta grossa. Per Tomba è stato facile vincere medaglia d’oro, per me è stata dura. Sono sceso tranquillo, sapevo che oggi ero il più forte o almeno dopo la prima manche mi sono convinto che era così. Nella seconda sono stato attento. Non ci credo, ma è tutto vero".

Antonino Morici - Marisa Poli


Credits Video: olympicvancouver2010[endtext]

Giuliano Razzoli vince la medaglia d'Oro nello Slalom alle Olimpiadi di Vancouver

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2010/03/clemente-russo-oro-ai-campionati.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=kh0cg-vmn7Iendofvid
[starttext]
Clemente Russo è il primo azzurro a vincere i Campionati Mondiali di Pugilato nella categoria dei Massimi dopo un quarto round che rovescia l'esito del match cotro il russo Chakhkeiv.

Gazzetta dello Sport - 4 novembre 2007

"L' impresa tecnica di Russo è da brividi: sotto 3-6 all' inizio del quarto round di un match tattico, il campano di Marcianise ha «telepaticamente» (parola sua) reso inoffensivo il russo Rakhim Chakhkeiv capovolgendo il punteggio colpo su colpo. Un blitz stupendo, che ha annichilito un rivale poderoso ma statico. Russo, che succede così all' altro Russo di Marcianise, il medio Tommaso ultimo iridato azzurro a Sydney ' 91, ha vinto d' astuzia, sapendo aspettare, senza mai darsi per sconfitto. Straordinaria condotta. «Ho vinto di tempismo» e non sa di essere l' ultimo erede della dinastia di leggende della categoria come Teofilo Stevenson e Felix Savon. Applaude anche Evander Holyfield che vorrebbe portarselo subito negli Usa"

Stefano Arcobelli

Credits Video: ua01870
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Clemente Russo, Oro ai Campionati Mondiali di Chicago 2007

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2010/03/albertville-1992-il-primo-oro-olimpico.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=rM5rlogOCfwendofvid
[starttext]
Ad Albertville, Stefania Belmondo, ventitreenne va all'assalto di quelle che devono essere le sue Olimpiadi. Arriva all'ultima giornata di gare con un Argento individuale e un Bronzo in staffetta: la 30 km è gara nuova nel programma olimpico e lo scricciolo di Pietraporzio inaugura l'albo d'oro a cinque cerchi con la sua firma.

Corriere della Sera - 22 febbraio 1992

"E proprio dalla tribuna si leva il conto alla rovescia che spazza via i dubbi di Stefania gia' passata sotto il traguardo, che muta in un grido di gioia l' ansia dell' attesa. Liubov Egorova e' ancora lontana e il tabellone elettronico scandisce la sua rimonta impossibile, ed infine sovrappone il tempo ottenuto dall' azzurra a quello della russa, destinato ad appesantirsi di secondi di svantaggio: alla fine saranno ventidue. Ma ad un certo punto della gara, esattamente tra il 18mo e il 20mo chilometro i secondi si erano ridotti a 4.9 soltanto; la partenza bruciante della Belmondo sembrava fare i conti con lo sforzo calcolato della Egorova. Quel vantaggio rassicurante di 27" dopo 6,9 km aveva avuto il potere di far passare un brivido di euforia in mezzo alle genti azzurre, tecnici, dirigenti e pubblico imbandierato, capace di sfrattare per una volta i norvegesi dal loro accampamento. Eppure anche quel vantaggio disossato bastava a tenere in vita la fiducia, perche' Stefania non sembrava avvertire la fatica, il passo tanto leggero da far dire a Manu' Di Centa (alla fine sesta, con Paruzzi dodicesima): "E' come una farfalla che vola altissima".

Insomma la trama di corsa era un dialogo a due: ad ogni passaggio tutti li' ad aspettare Stefania, e poi come metronomi a scrutare l' orizzonte e l' orologio per confrontare il tempo della Egorova, partita tre minuti e mezzo piu' tardi. Ed ecco che quei miseri 4" e 9 di vantaggio diventano 7", poi 10" e a mano a mano si ingrossano, fino a diventare rassicuranti. Ma come spiegarlo alla fanciulla che nella 5 km ha smarrito il bronzo, che sentiva suo, per tre secondi appena? Ed e' bello che tocchi al paese in coro annunciare che il tempo per una medaglia d' oro femminile nel fondo e' ormai alle porte. Stefania spende gli ultimi spiccioli d' energia sul rettilineo d' arrivo e parte il count.down: cinque, quattro, tre, due, uno. E' un modo per dire: hai vinto; ma anche per ricordarle i cinque piazzamenti in questa sua incredibile Olimpiade, cominciata perdendo lacrime, finita alla stessa maniera".

Cesare Fiumi

Credits Video: archeosport
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Albertville 1992: il primo Oro olimpico di Stefania Belmondo

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2010/03/pechino-2008-andrea-minguzzi-oro-nella.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=Yzd48K0GxoAendofvid
[starttext]
Venti anni dopo Vincenzo Maenza, l'imolese Andrea Minguzzi, 26 anni, conquista la medaglia d'Oro olimpica nella Lotta Greco Romana, categoria 84 kg, battendo in finale l'ungherese Zoltan Fodor. Per arrivare in finale Minguzzi aveva eliminato, partendo dagli ottavi di finale, il russo Mishin (campione olimpico uscente), il francese Noumonvi, e, in semifinale, per 3-2 lo svedese Ara Abrahamian con un controverso verdetto che ha scatenato le proteste dello svedese.


Pos Atleta
Med 1.png Andrea Minguzzi (ITA)
Med 2.png Zoltan Fodor (HUN)
Med 2.png Nazmi Avluca (TUR)


Corriere della Sera - 15 agosto 2008

"Ai Giochi si assegnano 294 medaglie d' oro (altre 8 passa a ritirarle Michael Phelps), e alcune sono speciali. Questa della lotta greco-romana è tra quelle: una medaglia difficile in uno sport antico e povero, riconoscibile dall' odore. Non il profumo clorato delle piscine, non l' erba dei prati, non l' aria condizionata di scherma e ginnastica: odore di sudore, invece. E ne occorre tanto per prendere un uomo di 86 chili che resiste, staccarlo da terra e ribaltarlo. E Minguzzi, con l' ungherese Zoltan Fodor, l' ha fatto. Aveva quasi perso, e ha vinto. Lo guardo sulla materassina, a pochi metri di distanza. Gran fisico, bel sorriso, vaste orecchie. Ha un' aria da ragazzo italiano, di quelli con molta palestra e molto tempo per le ragazze.

Lo ascolto dopo la vittoria, in quel curioso recinto chiamato «zona mista»: insieme a un comprensibile stupore («È un sogno, non ho ancora capito dove mi trovo») e a un certo candore («Mi fa piacere che in Italia parlino di me»), mostra una buona dose di ironia. Gli domandano come ha fatto a ribaltare l' avversario in quel modo, a pochi secondi dalla fine. Risponde: «Sono andato in palestra a 8 anni e sto in palestra 8 ore al giorno. Fate lo stesso e ci riuscirete anche voi». Bella frase. C' è tutta la rassegnazione dei campioni degli sport minori, consapevoli dell' incompetente entusiasmo intorno a loro, ma comunque riconoscenti".

Beppe Severgnini


Credits Video: deltovic
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Pechino 2008: Andrea Minguzzi, Oro nella Lotta Greco Romana

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2010/03/atletica-salvatore-morale-campione.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=rNn8EUPIv9cendofvid
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Dopo aver stabilito nel 1961 il record europeo dei 400 hs (49"7) e il record mondiale delle 440 yards hs, Salvatore Morale vince a Belgrado nel 1962 i Campionati Europei eguagliando con 49"2 il record mondiale di Glenn Davis. Un record che durerà due anni fino al 49"1 di Rex Cawley


Pos Atleta Tempo
Med 1.png Salvatore Morale (ITA) 49.2 WR
Med 2.png Jorg Neumann (FRG) 50.3
Med 2.png Helmut Janz (FRG)
50.5


Corriere dello Sport - 15 settembre 1962

"..Il giudice comanda: "na mesta " pozor" e spara. Morale scatta come un indemoniato. Tutti sanno che è carico di rabbia agonistica fino agli occhi. Inghiotte il primo ostacolo, il secondo, il terzo e così via. Janz si batte come un leone, il più giovane tedesco Neumann non gli è da meno. A metà della seconda curva Morale aumenta ancora il ritmo e liquida tutti. L'immande sforzo per cercare di resistergli farà sì che Janz si 'imballi' tremendamente, perdendo anche il secodo posto da Neumann. Invece Morale prosegue inflessibile. Ha un solo attimo di esitazione all'ultimo ostacolo, dove gli altri letteralmente muoiono. E poi si butta verso la vittoria. Qualche passo a braccia alzate verso il traguardo e la radio lo assale. Morale sorride, parla chiaro, come al solito.

Immediatamente (il tempo del vincitore è comunicato qui con una velocità incredibile) si sa che in 49"2 Morale è nuovo primatista del mondo di fianco all'americano Glen Davis. Gli italiani impazziscono. Questo grande atleta è ancora una volta esploso, al momento opportuno."

Alfredo Berra


Credits Video: andreatard
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Atletica: Morale, campione europeo e primatista mondiale nei 400hs

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2010/03/tiro-arco-natalia-valeeva-e-oro.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=EsGcFwq3Wskendofvid
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Dopo aver vinto nel 1995 i Campionati Mondiali di Tiro con l'Arco con i colori della Moldova, Natalia Valeeva, diventata italiana dopo il matrimonio con Roberto Cocchi, conquista dopo 12 anni un nuovo titolo mondiale con i colori azzurri sconfiggendo in finale la coreana Park con 1369 punti.


Pos Atleta
Med 1.png Natalia Valeeva (ITA)
Med 2.png Sung Hyun Park (KOR)
Med 2.png Natalia Erdyniyeva (RUS)


La Gazzetta dello Sport - 16 luglio 2007

"La Valeeva ha invece eliminato una russa (Natalya Erdyniyeva, 109-101) in semifinale prima di baciare l'oro in un recupero punto a punto (108-106) con la sudcoreana Sung-Hyun Park. E' il primo individuale da italiana (su 3), il primo da mamma (di 2 gemelle), è il primo in cui forse si sente completamente appagata, tanto da volerlo condividere con tutti quelli che l' aiutano a portare avanti il ruolo di arciera e di madre di 3 figli (Stefano ha 7 anni). Le prime frecce le scagliò a 18 anni. I primi titoli (europeo e mondiali) li vinse da sovietica nell' 89 e ' 91, dal 99 centra bersagli tricolori. «Quando ero sovietica mi pagavano più di un ingegnere, ma dovetti lasciare gli studi».

Natalia si sente finalmente la numero 1 azzurra, non sente più nostalgia della Moldavia ora che vive a Modena. Continua a scagliare circa 200 frecce al giorno: «La mia origine russa mi aiuta a sopportare le fatiche. Ora mi sento bene in Italia, voglio solo far festa. L' unico guaio è combattere con la voglia di pasta, stare attenta alla dieta...». Nel ' 90 conobbe Roberto Cocchi in un Grand Prix in Georgia: e quella scintilla l' ha condotta sino al grande centro di ieri. «Ora manca solo la medaglia olimpica per l' Italia». Infatti.

Stefano Arcobelli

Credits: archerytv
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Tiro Arco: Natalia Valeeva è Oro mondiale a Lipsia

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2010/03/atletica-1972-il-record-mondiale-di.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=01nKshHAVA8endofvid
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Il 12 settembre 1979, al quarto tentativo, nella finale dei 200 metri delle Universiadi, Pietro Mennea trova le migliori condizioni meteorologiche (1.8 m/s di vento a favore), atletiche e nervose per entrare nella storia raggiungendo e superando Tommie Smith che alle Olimpiadi del 1968 sfruttando la stessa aria rarefatta dei 2200 metri della capitale messicana aveva fissato il limite ad un sorprendente 19"83.

Repubblica - 8 settembre 2009

"Messico e nuvole, meglio non pensarci. Cominciò a piovere. Gocce leggere, fitte, dolci. Il ragazzo guardò la pista, era liscia e consumata. Gli seccava che nei giorni precedenti fosse comparsa la scritta Petro Menea, il suo nome storpiato, senza la i e una n, come la nazionalità, francese. Aveva tirato molto nelle tre prove precedenti, aspettare l' ultimo turno era un rischio. Si convinse o almeno ci provò: «Il mio punto di riferimento saranno le voci. Quando arriverò, ascolterò, e saprò». Il ragazzo partì con una fretta perfetta. 1.8 metri di vento a favore. C' è sempre una magia nello scappare verso qualcosa. Corse come non aveva mai fatto in vita sua e superò il mondo. Si lasciò dietro l' infanzia, i complessi, i torti, il suo sud. Ci sono curve che ti restringono, sbandi, diventi piccolo, mentre ai lati i muri crescono. Dove entri bambino e esci vecchio. E altre: dove sbuchi nella felicità.

Pietro Paolo Mennea di Barletta corse la sua curva: senza perdere velocità, con la spalla sinistra più bassa, remò per contenere la sbandata. Il professor Carlo Vittori, suo allenatore, notò che i muscoli del viso non erano contratti. Faticava come una bestia invece il polacco Leszek Dunecki. Gli avevano detto di fare la gara sul ragazzo italiano, di stargli dietro. Ma dov' era? Laggiù, sei metri più avanti, in un altro secolo, già arrivato. 19' ' 72, record del mondo, nei 200 metri. «Il pubblico urlò. Io capii, ma non ero sicuro. Non c'erano tabelloni elettrici, allora. Mi girai. L' unico cronometro era alla partenza. Guardai le cifre, forse che avevano sbagliato anno? Eravamo nel ' 79 non nel ' 72, poi mi vennero tutti addosso, ci fu una grande confusione»

Emanuela Audisio

Credits: Pietrzykowski1
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Atletica: 19"72, il record mondiale di Pietro Mennea nei 200 metri

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[postlink]https://videodisport.blogspot.com/2010/03/atene-2004-il-ritorno-del-signore-degli.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=2g7o-2hJidkendofvid
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Ritiratosi dall'attività nel 2000 per l'ennesimo gravissimo infortunio, Jury Chechi ritorna in pedana per conquistare alle Olimpiadi di Atene 2004 una medaglia di Bronzo che vale un tesoro.

La Gazzetta dello Sport - 23 agosto 2004

"Non cercate di fare confronti, è inutile. Non esistono paragoni con la leggenda di quest' uomo, sottile nel fisico e trasparente nell' anima. Jury Chechi è unico. Non ci sono precedenti nella storia che abbiano la stessa grande dignità, il medesimo incredibile e straordinario valore della sua impresa: una medaglia di bronzo, conquistata sette anni dopo essersi ritirato dall' attività e due infortuni gravissimi, l' ultimo dei quali, 4 anni fa, gli impedì di tornare già a Sydney. Il modo più bello per celebrare il ruolo di icona azzurra, ancora più che portabandiera, in questa Olimpiade. La corona d' ulivo che tiene sulla testa è il più bel riconoscimento che lo sport, e non solo la sua ginnastica, potesse dargli. Otto anni fa, ad Atlanta, vinse l' oro agli anelli nell' Olimpiade della rivincita, dopo la rottura del tendine d' achille destro alla vigilia dei Giochi di Barcellona ' 92. Ieri, nella calda serata di Atene, il rosso di Prato, che l' 11 ottobre compirà 35 anni, è salito di nuovo su un gradino del podio.

Ha sconfitto il tempo, fermandolo. Ha dominato i dubbi di chi pensava che non fosse più all' altezza dei grandi specialisti. Ha chiuso la bocca di chi lo ha offeso, definendolo una vecchia gloria con un figlio a carico, il dolce Dimitri. Ha dimostrato che con la professionalità, la disciplina, la serietà, e solo con quelli, si può vincere qualsiasi sfida. La sua medaglia vale quanto un oro"

Carlo Annese

Credits: rioda84
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Atene 2004: il ritorno del Signore degli Anelli, Jury Chechi